Prezzo o qualità? Scegli entrambi!


A causa della complessa situazione geopolitica che ha fatto schizzare i prezzi del sacco da 15kg ad oltre €10, scegliere la qualità è l’unica arma rimasta al consumatore per cercare il risparmio.

Più Potere calorifico, più risparmio!

Come ben saprete, il potere calorifico è la quantità di calore prodotta dalla combustione di un’unità di una sostanza combustibile e viene misurato in MJ/kg (Megajoule per kg), in kWh/kg (Kilowattora per kg) oppure in Kcal/kg (Chilocaloria per kg).

Facendo un semplice ragionamento, maggiore sarà il potere calorifico del pellet che andremo a bruciare, minore sarà la quantità da bruciare per mandare in temperatura la nostra stufa, riducendo quindi i consumi.

A grandi linee, di seguito il potere calorico dei diversi tipi di legname utilizzato nel pellet, a voi la scelta:

  • quercia: 4548 Kcal/Kg
  • pino: 4557 Kcal/Kg
  • abete: 4588 Kcal/Kg
  • faggio: 4578 Kcal/Kg
  • frassino: 4660 Kcal/Kg
  • betulla: 4800 Kcal/Kg
  • castagno: 4731 Kcal/Kg

Posto che quercia, frassino, betulla e castagno non vengono normalmente utilizzati per produrre calore (dato il loro costo elevato sarebbe anti-economico), il campo si restringe di molto, con i “soliti noti” abete e faggio a farla da padrone.

Scendendo maggiormente in dettaglio, i pellet di abete e faggio possono raggiungere, dopo la lavorazione, anche 4.9 Kwh/Kg, mentre i pellet di conifere si mantengono comunque tra i più alti come potere calorifico, con un buon 4.7 Kwh/Kg.

Il nostro consiglio? Semplice, cercate la qualità, il risparmio sarà diretta conseguenza della qualità del materiale che andrete a bruciare.